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Gite sociali

 29 e 30 settembre 2013: visita guidata al cratere del Vesuvio, scavi di Ercolano e Palazzo reale di Napoli. 

Una  gita interessante per la varietà dei luoghi visitati e per  la possibilità di fruire direttamente delle opere d’arte e degli spazi. Il Vesuvio, ad esempio,  per il dislivello, la camminata intorno al cratere e i suoni degli spazi aperti ha consentito a chi non ha mai visto di ricostruirsi una mappa mentale del luogo che rimarrà impressa ben oltre le pagine lette sui libri.  La medesima magia si è ripetuta nel sito di Ercolano. Per un non vedente, infatti, poter vivere in prima persona i luoghi, calpestare le basole, capire la forma degli spazi chiusi attraverso l'acustica, toccare pezzi autentici di storia millenaria, significa accedere concretamente alla conoscenza, quella stessa che non può essere mediata solo dai plastici in rilievo. Scendere verso la spiaggia, attraversare i cardi che incrociano i decumani, entrare ed uscire dalle case, dalle terme e dai vari laboratori/negozi di un tempo, ascoltando il racconto della guida, vuol dire per un cieco o ipovedente conoscere. E se poi  incrocia altri gruppi di visitatori un po' incuriositi per la modalità plurisensoriale della sua visita, è ancor più motivato a continuare la scoperta con gli altri, anche se con quattro sensi. Per non parlare, poi, del Palazzo Reale di Napoli con particolare riferimento alla sala DAI  che è stata una vera e propria riscoperta dell’arte grazie alla possibilità di  toccare  plastici tridimensionali, statue, fregi dello scalone d’onore del Vanvitelli e alcuni particolari del mobilio presente nelle sale del Palazzo.

9 giugno 2013: visita guidata all’area archeologica di Pompei.  Progetto "Turismo culturale per disabili visivi", finanziato dal Dipartimento della Gioventù.  La visita guidata è stata molto interessante, sia sotto il profilo storico-archeologico che strumentale. Le  mappe tattili,  in particolare, presentate direttamente negli spazi rappresentati e nel coerente orientamento cardinale hanno consentito di  ricostruire lo schema dei luoghi che toccavamo e che ci accoglievano. Mappe tattili esemplificative,  grazie alla varietà dei colori, anche per le persone ipovedenti, che  hanno potuto osservare  più da vicino gli spazi aperti ed ampi che viceversa, sarebbero rimasti macchie di colore indistinto.

Toccare l’arte

Toccare volti, corpi, gesti, espressioni, scoprire volumi e prospettive attraverso le proprie mani.
Una via percettiva esclusa da quasi tutti i musei, un approccio all'estetica in gran parte ancora inesplorato dai non vedenti, nonostante la sua profonda valenza epistemologica. Eppure esiste un museo in Italia che ha fatto dell'osservazione tattile il suo principale canale di conoscenza.
Il Museo Tattile Statale Omero è nato con lo scopo di colmare questo vuoto nel panorama dei servizi culturali per non vedenti, ma anche per offrire uno spazio innovativo dove la percezione artistica passa attraverso suggestioni plurisensoriali extra visive.

Info: www.museoomero.it

Sulle tracce di Isabella Morra - Valsinni 2/4 giugno 2011

L’accoglienza del menestrello Mimmo, l’invitante ospitalità della dama Chierico ed il primo caldo di giugno hanno fatto da cornice al viaggio sentimentale “Sulle tracce di Isabella” promosso e  rappresentato dalla Pro Loco di Valsinni in favore di un gruppo di ciechi e ipovedenti della provincia di Potenza.
Dopo una breve presentazione dei luoghi Morriani e di Favale, attuale Valsinni, situata a poca distanza dal fiume Sinni,  il gruppo,  si è incamminato verso il borgo, ansioso di conoscere e di rivivere la storia della giovane poetessa lucana con un approccio multisensoriale.
La nostra curiosità è stata prontamente soddisfatta e i dubbi, circa la totale fruizione da parte dei disabili della vista, immediatamente fugati.
Il viaggio sentimentale al quale abbiamo partecipato, infatti, ci ha dato l’opportunità di cogliere appieno tutte le bellezze del borgo e gli aspetti fondamentali del Parco di Isabella Morra,  al di là della comune opinione secondo cui non può esserci godimento estetico in assenza di visione.
Dopo aver lasciato la strada asfaltata ci siamo inerpicati per i viottoli e le scalinate, laddove il basolato del calpestio, il senso animestesico, che fa rilevare gli ostacoli che si frappongono davanti al viso, l’eco dei gafi, gli spazi assolati e ombreggiati hanno creato emozioni senza tempo, forse del tutto inesplorate e sconosciute a chi guarda solo con gli occhi e, magari, si perde la delicatezza del batter d’ali di una farfalla, il risuonare di una campana, il ticchettio di una fontana gocciolante il profumo delle ginestre e delle acacie e molto altro ancora. E’ questa la potenza della fantasia e dell’immaginazione che non è tolta ai ciechi, bensì accresciuta.
Siamo stati sapientemente ricondotti nel 1500, periodo in cui Isabella Morra conduceva la sua triste e solitaria esistenza, grazie ai racconti della quotidianità narrati dal menestrello e ai versi recitati con espressività dalla Dama Chierico.

La rappresentazione è stata suggestiva,  emozionante e nello stesso tempo struggente, proprio davanti al Castello dove, seduti sui muriccioli del giardino, abbiamo assistito impotenti, alla brutale fine della nobile fanciulla uccisa in tenera età per mano dei fratelli, abbiamo vissuto l’intensità del suo amore per il poeta Diego  Sandoval Decastro e udito il pianto e la doglia eterna che riecheggia ancora oggi per le valli di Favale. Storia o leggenda: poco importa!
Conserveremo nel cuore i versi di Isabella, rievocati dalla nostra guida, con la sincera convinzione di aver trascorso un pomeriggio da raccontare, la nostalgia del tempo appena  passato e il desiderio di far presto ritorno nei borgo di Valsinni.